REWOW srl
REWOW srl si occupa di creare modelli di simbiosi industriale tra due diverse filiere, la filiera degli oli di scarto e quella cosmetica. L’obiettivo di REWOW è di utilizzare oli di scarto da filiere agricole, come olio di sansa dalla lavorazione delle olive, e oli vegetali esausti derivati dalla produzione e conservazione di cibi per la produzione di poliesteri alifatici con applicazioni a valore aggiunto, come l’utilizzo in campo cosmetico. Il processo si basa su una trasformazione chemo-enzimatica che permette la creazione di un polimero bio-based, biodegradabile e completamente da filiera circolare e da prodotti rinnovabili. REWOW srl offre polimeri sintetici prodotti da scarti organici derivati da filiera a km 0 per la valorizzazione e la creazione di filiere ad alto valore aggiunto. Questi polimeri sono polimeri liquidi, in particolare poliesteri alifatici, che sono in grado di sostituire polimeri liquidi come poliacrilati e altri prodotti presenti in diverse formulazioni cosmetiche che derivano da materiale fossile e che non sono biodegradabili, creando problemi ambientali come le microplastiche in ambienti marini.
I polimeri di REWOW sono poliesteri alifatici che sono comunemente noti per essere biodegradabili. In particolare, i poliesteri alifatici di REWOW sono prodotti da materie prime riciclate e recuperate da oli esausti e oli di scarto che possono presentare vantaggi dal punto di vista economico e ambientale, incrementando il marketing dei prodotti finiti ed avendo vantaggi competitivi rispetto ai competitors. In piú l’utilizzo di materie prima da filiera corta riduce i costi di trasporto e l’emissione di CO2eq in atmosfera, creando un processo sostenibile. L’impatto sociale del progetto ricade sulla creazione di nuovi posti di lavoro in regioni ad economia agricola, come le regioni del Sud Italia, principalmente la Puglia, la Basilicata e la Sicilia. Utilizzando l’esperienza di figure professionali tecniche e commerciali, il progetto puó portare alla formazione di nuove catene del valore che possono incrementare l’interesse di queste materie prime di scarto creando da uno scarto una risorsa.
L’impatto culturale risiede nella realizzazione di modelli di economia circolare e di bioeconomia che possono implementare l’interesse dei cittadini ad ambiti tecnologici ed industriali aumentando la formazione e producendo valore. L’impatto ambientale, quello piú visibile, risiede nell’utilizzo di scarti organici, come l’olio vagetale esausto. Questo scarto è attualmente raccolto principalmente da attività commerciali secondo specifiche leggi. La rigenerazione dell’olio esausto viene utilizzata per trasformare il rifiuto olio vegetale esausto (CER: 200125) in un sottoprodotto “Regenerated Used Cooking Oils" (RUCO) per la produzione di diversi prodotti. Uno dei prodotti di alto interesse sono i biocarburanti biodiesel e Hydrotreated Vegetable Oils (HVO). Tuttavia, questi prodotti hanno un prezzo sul mercato che non permette il ritorno di revenues nella filiera e che non permette l’aumento della conoscenza e della sensibilizzazione dei cittadini. La produzione di prodotti ad alto valore aggiunto, come poliesteri alifatici, permette il ritorno di revenues e quindi l’aumento della raccolta di questo rifiuto.
Scopri le altre iniziative